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gioielli di famiglia:
la mia motostoria
MOTOSTORIA
Si inizia sempre col motorino degli amici. I genitori paventano la tua salita in sella allo scoccare dei 14 anni, condannandoti ipso facto ad essere ostracizzato dai tuoi compagni. Quindi, per evitare isolamenti sociali deleteri per il tuo sviluppo, sei costretto ad avere qualcosa per muoverti, per dire "Ehi, ragazzi, anch'io ce l'ho!". All'epoca, fine anni '70, il mio top era un Ciao Piaggio blu scuro, con variatore, dal rumore sinistro di motorino elettrico. Per fare il figo, e considerando che all'epoca il mio hobby era l'aeromodellismo, avevo dipinto sul parafango anteriore i denti da squalo, come sui caccia alleati. Successivamente, complice uno zio, (c'è uno zio scapestrato nella storia di ognuno di noi, per me quello illuminante è stato lo Zio Franco, prima meccanico da moto, con la Ducati, poi di auto) è arrivato il fatidico "Motom 48": era un cinquantino immatricolato nel '68, blu metalizzato, 4 marce, carburatore 19'' Dell'Orto, con una quarta overdrive (era stato probabilmente elaborato in maniera errata e il rapporto della quarta tendeva dopo un po' a perdere giri, per cui dovevi scalare in terza, tirarla, entrare in quarta, dopo un po' riscalare e così via, a consumo di piede).
Poi arrivano i 16 anni e, a-ha, il 125! Allora si era agli inizi degli anni '80, ma il destino beffardo mi induce, dopo pressioni oscene esercitate sui miei genitori, a ripiegare su di una Vespa PX, che, secondo loro, era "meno pericolosa". Il vespone era sì affasciante e pemetteva di allargare il raggio delle conoscenze, ma poi uno dei tuoi amici ti fa provare una moto vera (era un Villa 125) e capisci che la Vespa ha qualcosa che non va: non piega... e lì allora non c'è pezza: ci vuole una moto!
La prima è stata un Guzzi V35, sempre fornita dal di sopra zio (che mai ringrazierò abbastanza) ma la prima vera MIA moto è stata un Morini 350 Kanguro. Era sì la mia prima moto, ma mi ha fatto dannare, mi ha fatto sputare sangue! Me ne sono successe di tutti i colori: nella foto a fianco una delle riparazioni tipo: serraggio dei collettori di scarico... giravo con una chiave fatta apposta. Ci sono molte cose interessanti in questa foto,prima di tutto l'abbigliamento. E poi il bauletto con lucchetto. I più tecnici di voi avranno notato il pregevola casco Nava rosso: è stato il primo vero casco che mi sono comprato. Il casco blu che fa capolino è di Chiara, che a questo punto entra nella mia vita... 1990.
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Nel 1995, col Morini che ormai rantolava, sono salito di livello e sono passato all'Africa Twin 650. Stante i guai passati, non ho mai rimpianto, nemmeno per un secondo, il vecchio Kanguro, che è stato peraltro venduto all'istante. Al confronto, l'Africona sembrava davvero un sogno: eccezionale, robusta, inarrestabile. E poi bellissima, ma questo, signori, ça va sans dire... L'impressione è stata tale che ho ceduto per un attimo al mio noto ateismo e ho ringraziato l'Altissimo. Mi sono davvero inginocchiato e ho reso grazie. Con l'Africona io e Chiara abbiamo fatto un bellissimo viaggio in Abruzzo e tanti piccoli tour locali. Grazie all'Africona, ho conosciuto anhe delle presone splendide, leggi Fabio e Beppe, che cito a cautela della loro falsa modestia. Mi sono iscirtto a un club di possessori di Africa Twin e ho fatto anche con loro bellissimi raduni. Ah, rodetevi dall'invidia: nello stesso periodo disponevo anche di un CBR600F, prestatomi dall zio di cui sopra. Ancora grazie.
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| Qualche anno dopo, ho fatto un salto ulteriore, comprando un'altra Africa Twin, 750, rossa-blu-fucsia del '92, che ha confermato il giudizio precedente. E anche con questa ci ho dato dentro di prepotenza. Mi ha portato per 8 mesi avanti e indietro da casa a Reggio Emilia, dove lavoravo e ogni mattina la pendolarata era un momento di vero godimento. Con questa moto ha partecipato a un bellissimo raduno in Grecia. Alla fine, ho fatto oltre 70.000 km. |
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1999: vinco un concorso e festeggio comprandomi una moto nuova. Le precedenti erano sempre state prese usate, ma tenute bene. Invece, un calcio alla miseria e via: la scelta cade sul Varadero. In realtà, quello che avrei voluto sarebbe stato un'altra Africa Twin, più svelta, se capite cosa intendo. Ma alla Honda evidentemente mangiavano dell'oca e così, anziche lanciarsi nella produzione di un'Africona 1000, producono il Varadero. Beh, gran moto, non c'è che dire. Vadavvero, altro che Varadero, una bomba. Pare sia stata la moto più amata dai benzinai, visti i consumi osceni che era in grado di fare. All'inizio ho tenuto anche l'Africona, poi, per il malevole consiglio di qualcuno, l'ho vendutoa. La vedo ogni tanto al Motorbox. E mi viene quasi da piangere.
Anche il Varadero è stato usato per benino, in Italia e fuori. Avrei però voluto usarlo di più con Chiara, ma la figliolanza non lo consentiva. |
Nel 2005 il Varadero aveva 6 anni e io voglia di cambiare. Lo confesso, le BMW mi sono sempre piaciute e, dopo varie ricerche (nuove costano davvero troppo) ho trovato un GS1150R che mi piaceva. Così ho venduto il Varadero e ho preso il GS. Dio... in realtà l'ho svenduto: aveva sì 6 anni, ma unipropietario, perfetta, non un segnino... 3000 euro. Davvero, è una moto che non si vende nemmeno piangendo.
Ma passiamo al presente: eccolo qui a lato. Gli amici mi hanno accusato di pantofalismo, di sindrome dei 40 anni, di essere un fermone. Ma chissenefrega! Il GS non è brillante come il Varadero, certo, però ha un'estetica davvero affascinante e una ciclistica incredibile. Mi piace proprio!
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