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Storia di Strada e Motori
Volevo raccontare una storia di strada sudore e moto:
tutto comincia un caldissimo sabato di giugno, quando, all’improvviso mi prende una voglia irrefrenabile di fare una corsetta in moto.
Decido in meno di un minuto, mi metto al Pc per dare un’occhiata ai motoraduni, così tanto per non girare senza una meta, e trovo un non meglio definito MOTOBIRRAROCK a Cozzano di Langhirano.
Guardo su Autorute dove è ubicato… e il programma non lo trova! Mi dico “benissimo” proprio quello che cercavo, un po’ di avventura.
Provo a telefonare un paio di volte al numero che era indicato come info, ma mi risponde sempre una segreteria, beh poco male, seguo il mio istinto e comincio a caricare la mia Cicciona, sul sito era scritto che c’era possibilità di campeggio per cui carico anche la tenda, sarò un po’ meno agile ma almeno indipendente, se non arriverò a destinazione potrò sempre accamparmi in qualche boschetto,senza dover intaccare ulteriormente le mie scarne finanze.
Mentre sto lubrificando la catena squilla il cellulare, è Luca(quello delle informazioni) che ha trovato le mie chiamate e mi ha ricontattato, gli faccio un paio di domande sulla destinazione e gli dico che non sarei riuscito a essere con loro per fare il giro delle 16 che avevano organizzato, ma che comunque li avrei raggiunti per la serata rock, metto la cartina, con la destinazione ben evidenziata, nella borsa da serbatoio e parto.
Come ho già detto la giornata è caldissima non serve leggere sopra i termometri delle farmacie che ci sono 35° lo senti quando il sole ti brucia la faccia sotto la visiera, mente prendo dimestichezza con il peso della moto carica guardo la cartina, e vedo che fra la partenza e l’arrivo si staglia un nome che mi evoca pieghe gustosissime: Baisio. 20 secondi per fare calcolare alla mente il percorso fino a Castelnuovo monti, oltre non mi ero mai spinto, poi con l’aiuto della cartina la strada la troverò.
Allora: Bologna-Bazzano-Spilamberto-Fiorano-sassuolo,e poi giù sullo stradone che porta al passo radici fino alla deviazione per Baisio.

Qui si comincia a ballare, davvero.
La moto seppur pesante la sento bene e le curve che mi si parano innanzi scorrono veloci una via l’altra sinuosamente, e più salgo più l’accogliente ombra dei castagni mi abbraccia dandomi una piacevole sensazione di frescura.
Baisio lo passo, ingordamente mi appresto a percorrere quei 25 km della fondovalle Tresinaro che lo separano da Castelnuovo, libidine pura!
Al mio arrivo a Castelnuovo faccio una sosta per consultare la cartina, per capire a che punto sono e se riuscirò ad arrivare a Cozzano in tempo per non montare la tanda al buio.

Il sole non è più tanto alto, certo, ma ormai mi mancano una cinquantina di chilometri, anche se tutti di strada montana, metto in previsione un oretta, visto che siamo nei giorni del solstizio estivo e che mi sento fortunato riparto convinto di farcela.
Imbocco Via val’ d’Enza direzione Rosano -Vetto e continuo a godere del paesaggio, qui di ombra sull’asfalto ce n’è ben poca e anche se il sole non batte più la temperatura è ancora molto alta.
Costeggio per qualche chilometro l’Enza e mi trovo sulla sinistra le indicazioni turistiche per il monte Fuso, proseguo per qualche km, e mi viene il dubbio che quell’indicazione fosse proprio quella che dovevo seguire, mi fermo ad un bar, chiedo, e un anziano gentilissimo mi da indicazioni per arrivare a Langhirano da Cedogno, Neviano degli arduini, non è la strada che voglio fare e quando gli dico che voglio passare da Scurano, sbarra gli occhi come se avessi bestemmiato in chiesa e mi guarda esterrefatto quando mi vede ripartire nella direzione opposta a quella che mi aveva indicato.
Poco male, torno sui miei passi per qualche chilometro fino a riprendere quel cartello che avevo visto poc’anzi e mi butto giù su quel ponte che mi fa attraversare l’Enza, non sono ancora convinto che sia la strada giusta, i paesini che incontro non li trovo sulla cartina e quelli che ci sono non li trovo sulla segnaletica, l’affanno dura poco giusto una decina di chilometri il tempo di arrivare a Scurano e poi da li ancora per curve fino a Castelmozzano, ora sto cominciando a sentire la stanchezza e i chilometri fatti, la strada non è più bella liscia e decido di moderare la velocità dopo essermi ritrovato un paio di volte in uscita di curva su residui di frana che mi hanno fatto scivolare un po’ il retrotreno.
Trotterellando arrivo a Pastorello e visto che già da qualche chilometro la cicciona mi strizzava l’occhio arancione della riserva, mi fermo a fare il pieno e a domandare l’ultima indicazione per Cozzano.
Mi arrampico per la stradina indicatami e seguo i cartelli della festa che ad un paio di incroci mi hanno fuorviato, poi ho saputo che qualche buontempone li aveva girati.
Così sono arrivato al campo sportivo di Cozzano al 1°motobirrarock; da subito trovo un atmosfera amichevole e rilassata, il campo da calcio per metà addobbato a festa con lo stand gastronomico il gazebo delle birre e il palco della band.
(Qui finisce la storia di strada e motori e comincia quella di alcool cibo musica e compagnia)
Entro e chiedo di poter parlare con qualcuno dell’organizzazione, visto che volevo piantare la tenda con l’ultima luce rimasta e mi mandano verso il gazebo delle birre, ove, non faccio in tempo a dire che sono “quello che viene da Bologna” che mi ritrovo una graditissima birra gelata in mano offerta dai ragazzi perché… vengo da Bologna, dopo qualche presentazione e tanti complimenti ricevuti mi appresto ad allestire il giaciglio proprio alle spalle del palco, dieci minuti dopo ero in fila per ritirare la grigliata.
mi metto parlare con Alberto che poi ho scoperto sarebbe rimasto a dormire anche lui in tenda sul campo e gli chiedo di poter mangiare assieme in quanto ero solo e per tutta risposta mi ritrovo a cena con 4 amici che sono diventati 6 poi dieci insomma la serata volgeva proprio al meglio e quando ha cominciato a schitarrare il gruppo rock avevo già rotto il ghiaccio con parecchi dei ragazzi di Cozzano con i quali ho trascorso una favolosa serata ballando e bevendo.
A Luca, Simone, Michele, Matteo, Carlotta, va il mio ringraziamento più sentito, a loro e tutti quelli ,di cui non ricordo i nomi (spero non me ne vorranno),che hanno accolto calorosamente il Bolognese, in quel di Cozzano e che hanno contribuito alla magnifica riuscita della festa scaldando con il tepore della genuinità l’umida serata parmigiana.
Ad una bella gita in moto che mi ha portato a scrivere questa storia di strada, motori,festa, della mia avventura al 1° motobirrarock del Cozzano riders group.
Sempre in avanscoperta per gli EGER
Gian Luca
Tooz
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