UN PO' DI GNOCCA
20 marzo 2005
Non eravamo mai stati in gita
nel delta del Po, e questa è stata una buona occasione per vedere
da vicino la palude, dove il fiume diventa mare. Dopo aver inutilmente atteso un itinerario di Andrea Leggieri, grazie alla infaticabile frequentazione web del Pakko (che non sembra, ma non visita solo siti porno), abbiamo scovato un tour prodotto da un gruppo di moto turisti e lo abbiamo copiato quasi integralmente. Siamo pertanto partiti da Bazzano in fitta schiera, considerando le tradizionali aggiunte dell'ultimo momento, con una discreta prevalenza di custom.. Piccola nota per la presenza di Francesco che faceva la sua prima uscita "ufficiale". La giornata non prometteva bene, ma siccome fortuna audaces iuvat, il clima è migliorato trasformandosi da freddo e nebbioso a tiepido e soleggiato, cioè quello migliore per andare in moto. |
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Comacchio |
Prima tappa a Comacchio, dove
Libero ha cominciato ad ingozzarsi di ostriche (e ti pareva che non
conoscesse anche il pescatore?) E dove abbiamo fatto una visitina ai
Trepponti. Abbiamo poi preso la via dell'argine Agosta, dove una gara
di ciclisti ciò un po' rotto
gli Zebedei e il percorso. |
A
Sant' Alberto abbiamo traghettato il Reno poi il percorso è proseguito
verso il bosco della Mesola per poi snodarsi nella zona di Goro e Gorino.
Palude, fiume, mare, distese d'acqua, uccelli marini! Davvero una bella
esperienza in moto, decisamente suggeribile per una facile gita. Il
percorso, prevalentemente rettilineo, con curve dolci, è particolarmente
adatto a chi non ha molta dimestichezza col proprio ferro, sicuramente
una gita poco impegnativa del punto di vista tecnico ma molto soddisfacente
sul piano paesaggistico. |
Il traghetto |
A tavola |
Siamo poi arrivati al ristorantello
meta della nostra gita, dove c'attendevano Alberto e Marilena, due
vecchi amici. Dovete sapere che il ristorantello è stato, come spesso facciamo, scelto
sulla base di "osterie d'Italia" dell'Arci Gola Slow Food.
La cosa comica è che il suddetto posticino e situato in via Po
di Gnocca, 125. Come dire..... il 125 e un po' di gnocca, praticamente
l'adolescenza del PaKKo. Il pranzo è stato ovviamente a base
di pesce, con un eccellente anguilla alla griglia. |
Una cosa simpatica: passando
nella zona di Volano, il Bergamo fa notare alla compagnia che il ristorante
nei pressi del quale stiamo transitando è di una sua zia. L'amica di Libero invece
sostiene che la proprietaria è una sua cugina. In breve i due
si scoprono parenti e mentre siamo a pranzo si decide di contattare la
zia -cugina per scroccare una merenda. Riusciamo pienamente nell'intento
e riprendiamo la via verso Porto Tolle e la Romea per tornare, con un
giro più lungo, a Volano. Il gironzolo ci serve per ammirare
lo spettacolo palustre della sacca degli Scardovari. |
La sacca degli Scardovari |
Canneviè: fragolino e bensone! |
Arriviti a Volano, Canneviè per
la precisione, la zia ci accoglie con fragolino e bensone da toccio:
davvero Eger come conclusione di giornata. Alle 6 abbiamo salutato la zia, siamo rimontati in sella, abbiamo fatto tappa del benzinaio, e con un tranquillo viaggio di ritorno abbiamo messo i piedi sotto la tavola di casa alle otto di sera. Alla prossima! |